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Final Fantasy XIII


  • Sistemi:PS3
  • Genere:Gioco di Ruolo
  • Data di pubblicazione:9/03/2010
Realizzazione da Oscar

Senza troppi giri di parole, l’aspetto tecnico del gioco è assolutamente fantastico: considerando la mole del titolo (l’avventura principale dura almeno 50 ore), il motore grafico sviluppato porta Square-Enix ancora una volta nell’olimpo, insieme a Naughty Dog, Guerrilla, Epic e poche altre, di coloro che hanno finalmente spremuto a dovere le attuali console Hd. Dalla costruzione dei personaggi, alla mimica facciale, agli effetti di luce, agli ambienti, tutto è stato costruito in una tale maniera da lasciare assolutamente stupefatti, con la sola differenza che qui non abbiamo una campagna che si esaurisce in una decina di ore, ma un enorme gioco di ruolo con locazioni e nemici sempre diversi. Questo non significa che Final Fantasy XIII sia il miglior gioco graficamente disponibile sul mercato, visto che in alcuni frangenti la modellazione di alcune parti anatomiche, alcune texture sfocate, o qualche rallentamento lasciano aleggiare più di un dubbio, ma vista la “quantità” del titolo in questione attualmente è difficile trovare di meglio. Vedere per la prima volta il panorama di Pulse, con la sua vegetazione, le sue creature, i suoi particolari, lascia davvero senza fiato, e ci ricorda come l’avanzare della tecnologia, usata in maniera sensata e non fine a se stessa, riesca davvero a suscitare emozioni nei giocatori.
Discorso simile per l’accompagnamento sonoro, orchestrato ed ispirato per tutta l’avventura: i musicisti giapponesi hanno utilizzato una grande varietà di strumenti per i temi più disparati, dalla splendida melodia che accompagna gli scontri, al tema di piano della schermata iniziale, alle parti cantate, all’incidere dell’epico scontro finale. Anche il doppiaggio, per quanto riguarda l’attuale versione giapponese, si rivela all’altezza, grazie a nomi noti della scena come Masashi Ebara (il doppiatore di Sahz e voce orientale di Tom Hanks) che arricchiscono notevolmente il coinvolgimento.
Imperdibili poi i filmati in Computer Grafica. Se è vero che nelle scene In-Game ancora ci sono delle imperfezioni (notevolmente giustificate dalle proporzioni), il lavoro svolto sui Full Motion Video è da lasciare basiti. Square-Enix confeziona filmati di una bellezza quasi poetica, di una forza espressiva unica. Perfetti in ogni dettaglio, dai cromatismi alle scelte stilistiche. Proprio il design ambientale e l’architettura dei paesaggi e delle città è un plusvalore notevole della produzione, che rapisce con i panorami da sogno di un mondo credibile e affascinante.
Final Fantasy Perfect?

Arriviamo dunque alle battute finali. L’analisi del titolo, per quel che riguarda trama, comparto grafico e battle system, è stata decisamente positiva. Pertanto, Final Fantasy XIII è un gioco perfetto? Tutt’altro
Final Fantasy XIII è un gioco lineare: mostruosamente lineare. Per un buon 75% della sua durata, non si fa altro che seguire la trama principale avanzando per la mappa (tutte le locazioni si susseguono, non esiste una world-map). Il plot è intervallato da numerosi filmati e tanti combattimenti, ed è anche lento, specialmente nelle battute iniziali, dove anche gli scontri sono piuttosto noiosi. Final Fantasy XIII non ha città. Qualche locazione dove ci sono dei civili che parlano tra loro (avvicinandosi si “sentono” i vari discorsi), ma niente di paragonabile alle cittadine dei J-Rpg. I vari negozi dove acquistare item e potenziare le armi (attraverso alcuni materiali che si trovano in giro o lasciati alla fine degli scontri) sono in una schermata fissa che può essere richiamata ad ogni save point. Probabilmente questo episodio ha il numero più basso di NPG che storia recente conosca.
Final Fantasy XIII, al di fuori della sua trama, offre ben poco. Ad un certo punto si possono attivare delle sub-quest che ci vedono “abbattere” particolari nemici sempre più potenti, si possono cavalcare i Chocobo, ci si può impegnare per sbloccare le varie Omega Weapon, ma senza dubbio le mille faccende che riempivano gli scorsi episodi di una vitalità vibrante (di quella vitalità indispensabile per la buona riuscita di ogni Gdr) restano ricordi lontani. Forse momenti più dolci, rilassanti, dispersivi, arriveranno attraverso DLC, forse nelle versioni occidentali, ma attualmente questa è la situazione.
L’incedere monocorde, diretto, inquadrato, la scarsità di sub quest, di diversivi, di digressioni, è senza dubbio un limite importante, che ha già infuocato i forum di mezzo mondo. Caratteristiche di questo genere devono essere prese in seria considerazione, dall’acquirente, che rischia di trovarsi deluso dalle proprio aspettative. Tuttavia, ciò non toglie l’assoluta qualità del lavoro proposto da Square: la tredicesima fantasia è il compimento di quel genere definito dalla stessa software house come “Cinematic Rpg”, iniziato con FFVII e Parasite Eve e passato per Advent Children, Crisis Core e Dissidia, dove realmente il confine tra filmati in Cg e gioco è più che mai sottile. Questo è un titolo che non vuole essere Fallout o Dragon Age, dove siamo noi che attraverso le scelte “costruiamo” la trama, spettatori attivi. Le città non ci sono perché i personaggi di FFXIII, semplicemente, non hanno bisogno di andarci. Si può discutere o meno se sia giusto o no, ma seguendo gli avvenimenti difficilmente si rimane scontenti del risultato ottenuto a livello visivo, narrativo ed emotivo. Gli utenti però sono avvertiti: Final Fantasy XIII è un titolo diverso da tutto quello che avete visto finora. Non è un J-RPG classico, e non propone praticamente nessun elemento di continuità con la tradizione. Non cercate al suo interno la libertà immensa di un mondo completamente esplorabile, perché vi trovereste amareggiati. Se volete un’avventura non canonica, in cui gli elementi ruolistici siano intrecciati con un sistema strategicamente profondo e dinamico, allora avete trovato il vostro titolo.
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Final Fantasy XIII è un gioco che spaccherà la critica. C’è chi lo bollerà come un passo falso, in un periodo dove “scelta” e “libertà” sono le linee guida della produzione videoludica, abbandonandolo dopo poche ore come un giocattolo rotto. E chi invece resterà avvolto dalla trama, dai personaggi e dalle ambientazioni. Rimane comunque un titolo da provare anche solo per vedere il livello raggiunto dal nostro medium in campo tecnico. Alla fine a noi giocatori viene dato un rpg dalla durata elevata, con una bella trama, un eccellente sistema di combattimento ed una realizzazione al top. Solo il tempo dirà se la strada intrapresa da Square-Enix sia vincente o meno, se in questo mercato ci sia davvero posto per un nuovo genere che dismette la vastità per concentrarsi invece sulla qualità emotiva dell’avventura.
8,5

Everyeye